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Nelle scorse primavere, la crescita delle nuove fronde della dicksonia antartica era costituita da due cerchi concentrici di nuove fronde , circa 12 per ogni cerchio, per un totale di circa 24 nuove fronde .
A causa del freddo di questo inverno, la crescita è avvenuta solo per l’anello di fronde interno, mentre l’anello di fronde esterno è rimasto visibilmente gelato ( morte )
Mi chiedo se la felce in futuro avrà l’arresto vegetativo dell’anello esterno, o in condizioni climatiche favorevoli riprenderà a vegetare come in precedenza. ( 24 fronde)Spero che non sia un danno permanente; qualcuno può aiutarmi con qualche chiarimento…..
Grazie
flavio
zona usda 9A 8B
Non sono un esperto, ma visto che nessuno ti si sta filando, provo a portarti il conforto della mia esperienza, per quello che ci ho capito.
Ho una dicksonia antarctica dal settembre scorso.
Quando l’ho portata a casa ha perso una dopo l’altra tutte le foglie che possedeva.
Tanto che pensavo di buttarla via.
Invece ho aspettato ed in primavera ha fatto dei nuovi getti.
Ritengo che la tua dicksonia possa ributtare tranquillamente, se non è stato danneggiato irrimediabilmente il fusto, che svolge la funzione del rizoma in altre piante.
Per quello che so ha anche una significativa resistenza ale basse temperture, purchè non si verifichi il congelamento dei tessuti.
saluTI
domy
litorale nord roma
neanche io sono un esperto, ho una dicksonia da marzo, è arrivata per posta, senza radici e senza foglie, un troncone, ora ha 5 foglie di più di un metro l’una ed è molto bella, ne ha fatto solo un giro, da quanto ho capito lo spazio piatto lanoso al centro della cima si allarga e spuntano i riccioloni che srotolati diventano foglie.
Quindi se la tua ha messo un giro è tutto ok, importante è che vengano foglie nuove dall’interno perché la pianta cresca.
Dicono di proteggere un po’ la cima con paglia o tnt d’inverno per salvare il cuore.
Ecco una foto di un mese fa, quando le foglie ancora si stavano srotolando
ciao
Federico
Ravenna
quote:
si allarga e spuntano i riccioloni che srotolati diventano foglie.
iriccioloni si chiamano in gergo pastorali, perche ricordano la parte superiore del bastone del vescovo.
Anche se il nome scientifico che viene dal latino è una altro che adesso non ricordo.
😉
domy
litorale nord roma
ciao sono Silvana volevo dirti che hanno ragione tutti quelli che ti hanno risposto.io ne ho una da tanti anni.muore d’inverno e rinasce in primavera.è in giardino coperta con foglie.ributta più bella di prima io pulisco la parte secca per evitare malattie e poi la copro.abito al confine con la Valle D’Aosta.Perciò…….
comacchio silvana
Mi confermate che ha un apparato radicale piuttosto ridotto ?
domy
litorale nord roma
Altro problema:
La mia dicksonia sta soffendo il caldo di questo periodo, 37-38° tutti i giorni di massima, la annaffio molto ogni mattina e un po’ la sera ma le due foglie che sono esposte al sole in alcuni punti sono diventate marroni.. inoltre ho dato alla pianta un po’ di sequestrene ovvero del ferro per rinverdire le foglie e dove l’acqua “ferrosa” ha toccato il tronco questo è diventato nero… prima era tutto marrone..
mi devo preoccupare?
consigli?
grazie ciao
Federico
Ravenna
Per rispondere a Domy: si l’apparato radicale è abbastanza ridotto.per rispondere a ffeedee:le foglie per quel che ne so,sono marroni perchè bruciate dal sole e il tronco è nero perchè c’è marciume.io ora cosigliarti per il meglio non saprei,perchè la mia è quasi tutta all’ombra.poi quassù non fa così caldo.lei sta bene nell’umidità,e all’ombra, per questo è sempre bella verde.addirittura ogni tanto la concimo con concime per geranii. ti direi di non bagnarla più cosi tanto ma lascia che si asciughi tra una innaffiatura e l’altra.spero che ti rispondano anche altri amici del forum.ciao Sivana
comacchio silvana
quote:
per rispondere a ffeedee:le foglie per quel che ne so,sono marroni perchè bruciate dal sole e il tronco è nero perchè c’è marciume.
ciao Silvana credo di poter escludere che ci sia marciume, il tronco è diventato in parte nero il giorno dopo che l’ho bagnato con il concime ferroso…
Federico
Ravenna
è possibile che il concime gli abbia bruciato il tronco? è possibile che ci fosse troppo concime?secondo me si.ciao fammi sapere.silvana
comacchio silvana
è possibile che il concime gli abbia bruciato il tronco? è possibile che ci fosse troppo concime?secondo me si.ciao fammi sapere.silvana
comacchio silvana
Non penso che il ferro abbia bruciato il fusto,(è solo ssequestrene ,non èun solfato) penso che lo abbia solo macchiato.
quando ti trovi ad innaffiare prova a dilavare il fusto, vedrai che eliminata la parte ferrosa torna del colore originale.
domy
litorale nord roma
Ciao a tutti ,anche qui nel giardino che accudisco c’e’ una bella dicksonia e in inverno le foglie diventano secche ma in primavera tutto ritorna ok . Come coltivazione concimo pochissimo in primavera con stallatico ben maturo e copro le radici con foglie secche e altro materiale per tenere umida la base , confermo le poche ma fitte radici e nelle ore serali bagno tutta la chioma.Per ora anche producendo molte spore nel lato sottostante delle foglie non si è mai riprodotta.
http://www.flickr.com/photos/giannithecat/
Scritto Da – blu57 on 05 Luglio 2008 12:32:46
Complimenti
splendida pianta.
Volevo chiedere;
Quante ore di sole prende al giorno?
domy
litorale nord roma
Ciao Domy ,
in questo periodo la luce diretta del sole arriva solo alle foglie per almeno 7-8 ore mentre la parte basale del tronco e quindi dell’apparato radicale restano all’ombra per quasi l’intera giornata. La pianta delle foto credo abbia almeno 25 o più anni e ieri ho notato che iniziano a formrsi le spore nella parte sottostante delle foglie , qualcuno sa come riprodurla in modo “rustico” ??
Grazie e un saluto a tutti voi
gianni
Ciao a tutti ,
vi mostro altre due foto della dicksonia: nella prima foto si vedono le spore nel margine inferiore delle foglie e nella seconda foto si vedono altre foglie che iniziano a uscire.
Saluti a tutti voi
gianni
Flavio ciao, il danno che hai avuto penso sia momentaneo per cui in futuro non avrai problemi.
@ Blu57:
La foto della pianta che hai postato non è una Dicksonia antartica ma una Cyathea cooperi, una tra le felci alboree più resistenti alle basse temperature e una tra le più adattabili al nostro clima molto belle le sue frondi e abbastanza veloce nella sua crescita.
Orazio Baglieri
Pedara(CT)(Collina sud dell’Etna)
Zona climatica 9b(USDA)
http://community.webshots.com/user/baglieri100
Caro Orazio
ti ringrazio moltissimo per la tua precisazione ,ma da profano sembrava uguale e domani cambiero il cartellino che ho messo vicino alla pianta…… 😳
un saluto a tutti
gianni
grazie Orazio, spero sia davvero cosi; perchè entrambe le antartiche hanno avuto lo stesso problema.
per non parlare dei decessi inerenti alle altre felci……. 😡
ciaoooo! 😉
zona usda 9A 8B
Ho avuto anch’io grossi danni a quasi tutte le felci perchè dopo il freddo(-5°C)sono riuscito a debellare un iniziale marciume del colletto, solo adesso si stanno riprendendo e per fortuna non ho avuto nessun decesso.
Orazio Baglieri
Pedara(CT)(Collina sud dell’Etna)
Zona climatica 9b(USDA)
http://community.webshots.com/user/baglieri100
Caro Orazio , vorrei chiederti come sarebbe possibile moltiplicare in modo non “professionale” la felce delle foto la cyathea cooperi?? naturalmente la domanda è per chiunque può aiutarmi.
grazie e saluti a tutti.
gianni
quote:
Caro Orazio , vorrei chiederti come sarebbe possibile moltiplicare in modo non “professionale” la felce delle foto la cyathea cooperi?? naturalmente la domanda è per chiunque può aiutarmi.
grazie e saluti a tutti.
gianni
Gianni ciao, la riproduzione delle felci per molti ( compreso me ) è un problema.
Tante sono state le discussioni tra i vari forumisti sulle tecniche da adottare ma pochi o forse nessuno per quello che so ci sia mai riuscito.
Se fai una ricerca più approfondita vedi che ci sono dei protocolli abbastanza rigidi in cui i processi di sterilizzazione del substrato è fondamentale, io e qualche altro ci abbiamo provato ma sensa successo.
Esiste un altra tecnica forse meno conosciuta molto più semplice e più spartana, che mi è stata confidata da un produttore di felci arboree della mia zona ed è questa:
Raccogli le spore mature della pianta madre, e li spargi su un letto di humus fatto da metà di terriccio di castagno che tu stesso puoi andare raccogliere e metà di torba bruna che ha una acidità più bassa rispetto a quella bionda.
Una volta fatta la semina, il substrato dovrebbe essere posto in un luogo ombroso, fresco e leggermente ventilato dove la temperatura non subisce alte oscillazioni tra il giorno e la notte, ad esempio questo produttore li mette in un vecchio casolare in pietra un po’ diroccato che lui tiene in collina dove coesiste il fresco, l’ombra, l’aria un po’ umida e ventilata per la presenta di grandi fineste nelle pareti esterne e anche la temperatura si mantiene quasi costante durante la giornata.
Lui ci riesce e così ha riprodotto la dicksonia antartica, la cyathea cooperi e altre specie.
Spero di esserti stato di aiuto.
Ciao
Orazio Baglieri
Pedara(CT)(Collina sud dell’Etna)
Zona climatica 9b(USDA)
http://community.webshots.com/user/baglieri100
Grazie Orazio , mi sei stato di grande aiuto! Sicuramente proverò con il sistema che mi hai descritto . Quando feci l’iscrizione su questo sito ero sicuro di poter contare su persone gentili che mettono a disposizione di tutti la loro esperienza.
Grazie a tutti
gianni 🙂
http://www.flickr.com/photos/giannithecat/
Scritto Da – blu57 on 19 Luglio 2008 12:06:44
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